Progetto Uovo d'Artista


Il 9 febbraio 2004 ho ricevuto questo invito dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino:

Cara Stefania Galegati,
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in collaborazione con la Ferrero sta organizzando il progetto “Uovo d’Artista ”.
Il Progetto prevede l’ideazione di un involucro per l’uovo di Pasqua 2005 che diventi veicolo testuale per convogliare significati diversi rispetto a quelli tradizionali legati all’uovo di Pasqua. Si vuole, attraverso l’apporto di un’immagine d’artista, creare un prodotto che si presenta come regalo “colto”, originale ed esclusivo.
L’involucro un contenitore di metallo a forma di uovo grande circa 25 cm, con un piedistallo che conterra l’uovo di cioccolato fondente.
La Fondazione vorrebbe proporre il tuo lavoro insieme a quello di altri nove artisti che parteciperanno con il loro progetto alla selezione per tre immagini che verranno stampate sull’involucro e messe in produzione dalla Ferrero in n. di circa 1.000.000 e distribuite nelle pasticcerie italiane ed internazionali.
Il progetto puo' essere un disegno, una scritta , una foto o qualsiasi immagine scelta da te eccetto frasi volgari od offensive. Non possono esserci escrescenze o altro materiale incollato sopra, l’uovo perche' questo verra' prodotto serialmente in Cina.



Bhe', sospettavo che non fosse un progetto che potesse essere prodotto in un milione di copie, mi accontentavo del fatto che sarebbe stato messo in mostra.
Il 17 marzo 2004 ho saputo del rifiuto del progetto da parte della Ferrero perche' dissincrono con la loro proposta (?). Per questo oggi alla fondazione si vedra' solo un uovo bianco, con il link a questo sito. (mi e' stato negato anche di poter scrivere che il mio progetto originale e' stato rifiutato).

Questo era il progetto originale:

Il progetto consiste in un testo e in un'immagine. (quelle che si vedono nell'homepage NdR) Non ho mai ricevuto l'uovo esempio, credo per colpa della dogana statunitense, per questo credo possiate comprendere la mia difficolta' nel capire le dimensioni precise. Mi piacerebbe che il testo fosse leggermente distorto, come un foglio appoggiato sull'uovo, ma ovviamente deve essere leggibile e non ho potuto fare delle prove. Lo stesso vale per l'immagine.
L'uovo diventa come un libro per bambini, e mi piacerebbe fosse messo in libreria, dopo che la cioccolata e' stata mangiata.
Il testo e' una sorta di favola a lieto fine, il cui protagonista Mabö, e' uno di quei bambini che vengono portati in Costa d'Avorio e schiavizzati nelle piantagioni di cacao.
L'intenzione e' quella di sensibilizzare gli utenti dell'uovo, i bambini italiani, ad un problema sociale drammatico che riguarda altri bambini, in Africa.
L'uovo di pasqua e' in qualche modo in occidente un rito di iniziazione; come la credenza di babbo natale e della befana, e il rito di mascherarsi per carnevale, anche l'uovo di pasqua e' un rito proprio dell'infanzia, che accompagna i bambini nella crescita. E' si' un momento di gioia e di festa, ma deve anche rappresentare il superamento di una prova. La befana per esempio porta dei doni, ma e' vecchia e brutta, entra dal camino e può anche stabilire se sei stato cattivo con il carbone.
La ‘prova' che propongo ai bambini italiani e' forse una delle prove che neanche gli adulti contemporanei sono in grado di superare. La favola che racconto e' di invenzione, Mabö non esiste, ma e' basata su delle testimonianze vere. Il ‘lupo', metafora del male nelle favole classiche, diventa qui lo sfruttamento dei paesi dell'altro mondo.
Ognuno di noi occidentali, e' un po' lupo, per quanto possano essere radicali le singole scelte quotidiane. Tengo a sottolineare che non ho nessuna intenzione di fare una critica alla Ferrero, non so nemmeno da dove provenga il cacao utilizzato dall'azienda.
Sul sito anzi, ho trovato iniziative interessanti promosse dalla Fondazione Ferrero, dalla pubblicazione su Fenoglio, all'Infinity festival.
Cito direttamente dal sito:

Le iniziative della Fondazione si muovono nel quadro della definizione di salute adottata dall'Organizazione Mondiale della Sanità. Secondo quest'ultima, infatti, "la salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale, e non una mera assenza di malattia o di infermità": il che individua diversi ambiti di intervento e di prevenzione.
Mi sembra che questo progetto rientri pienamente negli ambiti della vostra fondazione: essere coscienti dei problemi, e' un primo passo verso la loro risoluzione.

Quando ho letto le testimonianze da cui ho tratto la storia (savethechildren) mi e' venuta la pelle d'oca e ho pensato che con questo concorso avevo una voce, una voce importante, e non potevo ciecamente, fare una semplice decorazione sull'uovo.
Immagino che almeno un addetto al marketing faccia parte della commissione e abbia gia' catalogato il progetto fra quelli invendibili e inaccettabili... ma vorrei solo ricordagli lo scalpore che fecero le crude immagini di Oliviero Toscani e James Mollison per la campagna pubblicitaria di Benetton. Si puo' anche pensare che Benetton non si sia comportata sempre in modo trasparente, perche' fare una campagna di questo tipo, vorrebbe forse dire anche avere un'etica base che l'azienda dovrebbe mantenere nella pratica (ricordo che una nave di proprieta' di un'azienda di Benetton ha inviato navi e armamenti all'esercito britannico; Benetton ha comprato un enorme terreno in argentina distruggendo le abitazioni delle persone che pensavano fosse ancora la loro terra, e ancora pare che Benetton si riferisca sempre ai limiti minimi salariali dei luoghi di produzione...). Ma questo fa parte della serietà dell'azienda e la campagna pubblicitaria ha avuto un enorme successo.

Di solito quando si racconta la storia del cioccolato, si vedono immagini di bellissime donne nere seminude che felici coltivano il cacao. Questa e' sempre una storia del cioccolato, ma un po' diversa.
Qui si vede un bambino, edulcorato sì, ma con la pancia a forma di uovo. E quando si legge la storia patetica di Mabö, non può non stringersi lo stomaco. Non so se posso permettermi di parlare anche per gli altri italiani, ma io sono stanca di fare finta di niente, sono stanca di fare finta che non ci siano guerre in corso, sono stanca di dimenticarmi che il resto del mondo ha bisogno di noi, se non altro della nostra consapevolezza.
Quest'uovo è nel suo piccolo un veicolo importante, ci vuole solo un po' di coraggio.

Del resto il cioccolato è buono perché è anche un po' amaro.

Ho chiesto a una madre di far vedere l'immagine e raccontare la storia a sua figlia di 5 anni. La bambina ha voluto che il testo fosse riletto subito una seconda volta. Ha pensato che questo bambino fosse fatto di pongo, quindi in qualche modo lo ha resto irreale, ma molto seriamente ha commentato che è una storia molto triste e non vorrebbe mai che succedesse a un bambino vero.


Non sono irritata, so come va il mondo, sto solo cercando di rendere consapevole il maggior numero di persone possibili. Grazie per la vostra attenzione.